DeeCert — Caso d’uso #3 — Opere d’ingegno


Tra le caratteristiche fondamentali della blockchain c’è la possibilità di immagazzinare informazioni in maniera immutabile e incorruttibile, e di renderle accessibili a tutti. Per questo motivo si è sempre evidenziata la “notarizzazione” dei dati come una delle principali applicazioni di questa tecnologia.

Il protocollo DeeCert nasce per consentire la certificazione di file ed eventi in maniera semplice, utilizzando la blockchain di Ethereum e in particolare gli strumenti che questa mette a disposizione: gli smart contract e i token.

Nei precedenti articoli abbiamo toccato i seguenti argomenti:

Ora affronteremo l’aspetto della tutela delle proprietà intellettuali in tutte le loro fattispecie, ossia: opere letterarie, brani musicali, opere d’arte, brevetti, modelli industriali, marchi e logo.

La tutela delle proprietà intellettuali sulle predette opere d’ingegno è già operata da molti decenni e in gran parte del mondo occidentale, attraverso società — spesso di natura pubblica — preposte anche agli incassi e distribuzione dei diritti di sfruttamento economico, collegati a tali opere.

Le società in questione gestiscono quindi tutta la filiera, dall’immagazzinamento del supporto su cui l’opera è riportata (spartito musicale, manoscritto, disegno) al registro pubblico delle opere e degli autori, dalla raccolta degli incassi alla loro distribuzione agli aventi causa.

Tutto questo avviene in maniera estremamente centralizzata, ma non solo: per ottenere una copertura territoriale estesa a una moltitudine di Paesi — o a tutto il Mondo — è stata necessaria la creazione di un network di società collegate, con aumento delle procedure, moltiplicazione dei costi e perdita di efficacia.

Non siamo comunque i primi a pensare all’utilizzo della blockchain in questo settore, anzi alcuni progetti sono in fase piuttosto avanzata, come Ujo o Po.et

DeeCert è pensato per gestire più di una tipologia di Token Non Fungibili, ma limitiamoci a esaminare lo standard più semplice — cioè l’erc721 — su cui è stata implementata eviDance, l’applicazione consumer del nostro protocollo.

La molteplicità dei formati che possono essere gestiti da eviDance (audio, video, testi e immagini: GIF, JPG, PNG, WEBP, AAC, FLAC, MP3, M4A, OGG, WAV, MP4, WEBM, PDF) rende possibile fissare qualsiasi opera d’ingegno in un file digitale, immagazzinarlo in un sistema decentralizzato come IPFS e inserire l’hash nel Certificato, rappresentato dal token.

I metadati contenuti nel token, che si possono gestire facilmente attraverso l’applicazione, consentono di associare anche il timestamp, il creatore del token, il titolare dei diritti, i dati geo-spaziali, il nome dell’opera.

Le caratteristiche sopra esposte fanno capire come sia possibile creare un sistema facile e completamente decentralizzato con cui artisti, inventori e designer possano certificare la loro proprietà intellettuale in maniera:

  • Decentralizzata: senza dover affrontare procedure presso qualsivoglia ente o società.
  • Globale: non serve replicare la registrazione o estenderne la portata territoriale, perché la blockchain è consultabile da chiunque e da qualsiasi parte del Mondo.
  • Economica: il costo della registrazione è pari a quello di qualche transazione sulla blockchain di Ethereum.
  • Veloce: in meno di due minuti un utente medio può creare un profilo su eviDance e generare in Certificato che rappresenti la sua opera.
  • Sicura: una volta completata la registrazione, i dati inseriti non possono essere modificati (se non dall’autore ed entro certi limiti).

Una volta che le giurisdizioni dei singoli Paesi riconosceranno la forza “certificatoria” della blockchain, anche la tutela giuridica delle opere registrate con questi strumenti sarà equiparata a quanto è oggi possibile con i sistemi centralizzati: anziché esibire al giudice la ricevuta dell’Ufficio Brevetti, basterà fornire evidenza del Certificato in blockchain.

A quel punto le prime tre fasi saranno coperte — immagazzinamento, registrazione, pubblicità — restando a carico delle società centralizzate solamente la tutela dei diritti economici, vale a dire il controllo su chi ha l’obbligo di pagare le royalties, gli incassi e la distribuzione agli aventi diritto.

E anche quest’ultima attività, creando degli appositi smart contract che utilizzino i nostri Certificati per verificare la proprietà intellettuale e il beneficiario dei diritti, potrà essere svolta in maniera automatica e in gran parte decentralizzata.

Le Proof of Concept illustrate in questa serie di articoli sono soprattutto spunti per la riflessione e l’approfondimento tecnico. Contattateci se siete interessati a sviluppare il caso d’uso illustrato in questo articolo, se volete inviarci dei suggerimenti o commenti di qualsiasi natura e se avete altre idee interessanti su come utilizzare il protocollo DeeCert.

Autore: Mauro Baeli, CEO @Deepit AG

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